<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><kml xmlns="http://www.opengis.net/kml/2.2" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"> <Document> <name><![CDATA[Il sapore del paesaggio]]></name><atom:author><atom:name><![CDATA[Utente]]></atom:name></atom:author><atom:link href="http://www.oliviaemarino.it" /> <Style id="pointStyle"> <IconStyle id="pointIcon"> <Icon> <href>http://maps.google.com/mapfiles/kml/pal2/icon5.png</href> </Icon> </IconStyle> </Style> <Placemark id="placemark841"> <name><![CDATA[<p>Castelnovo ne&#039; Monti è la "capitale" dell&#039;Appennino reggiano. La si raggiunge da Reggio Emilia percorrendo la strada statale 63 in direzione Passo del Cerreto, e la si incontra distesa ai piedi della Pietra di Bismantova, montagna sacra dell&#039;Appennino Reggiano.<br />La Pietra colpisce subito lo sguardo quando da una curva si sbuca in vista del crinale. Sorge in mezzo a dolci colline e si staglia, ripida e apparentemente inaccessibile, isolata rispetto alla catena di monti che separano l&#039;Emilia dalla Toscana.<br /><br />Salire sulla Pietra di Bismantova, però, non è impresa ardua. Lo sapeva anche Dante che nel IV canto del Purgatorio cita la rupe: &ldquo;Vassi in San Leo, discendesi in Noli / montasi su Bismantova in cacume / con esso i piè, ma qui convien ch&rsquo;om voli&rdquo;.<br />La cima è un ampia piana erbosa da cui possibile godere di un panorama unico: la catena appenninica da un lato, la pianura padana dall&#039;altro e tutto intorno colline su cui si riconosce la mano dell&#039;uomo, prati coltivati per fornire nutrimento alle mucche che producono il latte per i caseifici della zona, laboratori in cui si tramanda l&#039;arte di produrre il Parmigiano Reggiano, il re dei formaggi, uguale a se stessa da secoli.<br /><br />La Pietra di Bismantova è una vera e propria palestra a cielo aperto, luogo ideale per gli amanti dell&#039;arrampicata che possono trovare numerosi percorsi di diverse difficoltà, adatti a ogni esigenza.<br /><br />Di ritorno dalla cima del Monte è d&#039;obbligo una sosta alla Foresteria di San Benedetto, dove ristorarsi con gnocco fritto e tirelle accompagnate da ottimi salumi prodotti in zona, negli stessi caseifici che fanno il Parmigiano. Alla Foresteria è possibile fermarsi anche per la notte, dormendo in stanze dalle pareti di roccia.<br /><br />E prima di ripartire un salto al caseificio, dove il casaro è disponibile a mostrare le fasi della lavorazione del formaggio e dove si può acquistare un buon ricordo da portarsi a casa.</p>]]></name> <description><![CDATA[Piazzale Dante]]></description> <styleUrl>#pointStyle</styleUrl> <Point> <coordinates>10.404204,44.434395</coordinates> </Point> </Placemark> <Placemark id="placemark843"> <name><![CDATA[<p>Dalle colline dove nasce il Parmigiano Reggiano di montagna si sale lungo la statale 63 e poi la provinciale 15 in direzione Passo del Lagastrello. Lungo la strada si incontra Cecciola, antico borgo di pietra dove esiste e funziona ancora un metato, un essiccatoio per le castagne che, raccolte in autunno, diventano farina per fare gustose ciambelle da friggere o tortellini dolci per Natale.<br />Poco più avanti si arriva a Succiso, borgo di pastori ai piedi dell&#039;Alpe, uno dei monti più alti dell&#039;Appennino settentrionale, con i suoi 2017 metri slm.<br />A Succiso si fa sosta all&#039;agriturismo Valle dei Cavalieri dove Emiliano in cucina prepara ottimi tortelli di ogni tipo, in particolare di porri e patate, agnello fritto e arrosto e dolci con bacche e frutti di bosco, a seconda della stagione.<br />Imperdibile il pecorino, ovviamente, prodotto dalla stessa cooperativa che gestisce l&#039;agriturismo con il latte delle pecore che pascolano lungo le pendici dell&#039;Alpe di Succiso da maggio a ottobre.</p>]]></name> <description><![CDATA[Via Caduti XXV Novembre, Succiso Nuovo]]></description> <styleUrl>#pointStyle</styleUrl> <Point> <coordinates>0,0</coordinates> </Point> </Placemark> <Placemark id="placemark844"> <name><![CDATA[<p>Oltrepassato il Passo del Lagastrello la strada scende rapidamente verso la Lunigiana, aprendosi per un lungo tratto a un panorama che toglie il fiato, tra le montagne e il mare lontano ma visibile, nelle giornate serene e limpide.<br />Ad Apella di Licciana Nardi nell&#039;ex monastero che domina la valle con vista sulle Alpi Apuane, si trova il ristorante dell&#039;agriturismo Montagna Verde.<br />Qui la cucina ha tutto un altro sapore rispetto alla vicina Emilia, civiltà dell&#039;olio qui e del burro di là.<br />In Lunigiana la cultura culinaria è quella del testo, il disco in terracotta usato per cuocere sul focolare. E così ad Apella si gustano ottimi testaroli, ma anche carne cotta nel testo, tagliata di manzo e pollo, oltre a selvaggina di ogni tipo.<br />Passeggiando per digerire si può visitare il bioparco, recentemente inaugurato, per scoprire la biodiversità dell&#039;Appennino Tosco Emiliano e non è raro incontrare pecore o asini, a passeggio anche loro lungo la strada.<br />Prima di lasciare Apella è consigliato acquistare un vasetto del miele prodotto dall&#039;agriturismo.<br /><br />Scendendo ancora a valle si arriva a Licciana Nardi. Nel castello ha sede il punto vendita di una particolarissima attività che coinvolge diverse donne e ragazze del paese, accomunate dalla passione per il design e il proprio territorio. Qui si possono acquistare oggetti prodotti con lane di pecore della zona, maglioni, babbucce, borse realizzati mescolando rispetto per la tradizione, innovazione e design.</p>]]></name> <description><![CDATA[Apella]]></description> <styleUrl>#pointStyle</styleUrl> <Point> <coordinates>10.066175,44.317532</coordinates> </Point> </Placemark> </Document></kml>
