<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><kml xmlns="http://www.opengis.net/kml/2.2" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"> <Document> <name><![CDATA[VIAGGIO NEL MANTOVANO]]></name><atom:author><atom:name><![CDATA[Utente]]></atom:name></atom:author><atom:link href="http://www.oliviaemarino.it" /> <Style id="pointStyle"> <IconStyle id="pointIcon"> <Icon> <href>http://maps.google.com/mapfiles/kml/pal2/icon5.png</href> </Icon> </IconStyle> </Style> <Placemark id="placemark1314"> <name><![CDATA[<p>Entrate in questa città che sorge quasi come un&#039;isola tra le acque  del  Mincio, che oggi la lambiscono creando uno skyline unico al mondo,  da  ammirare attraversando il ponte San Giorgio. Oggi il suo centro è un   museo a cielo aperto, con il Palazzo Te e il Palazzo Ducale, le due   sontuose dimore gonzaghesche, a rappresentare i due poli di un percorso   culturale che si snoda tra chiese, piazze, portici e poi musei e teatri   di notevole rilievo artistico. Tra questi, il Teatro Bibiena del 1769,   la Basilica di Sant&#039;Andrea progettata da Leon Battista Alberti e la   Chiesa di San Sebastiano. Per apprezzare ancora di più questa splendida   città, bisogna passeggiare tra le sue strade scoprendone i sapori:   quello dei mitici tortelli di zucca preparati ad arte dalla Gastronomia   Jotti in piazza 80° Fanteria, ma anche quello del pane che Marco Randon  è  andato a insegnare anche ad Haiti e naturalmente l&#039;alta pasticceria,   dalla sbrisolona alla torta di tagliatelle che prepara la pasticceria   Antoniazzi di stanza a Bagnolo San Vito e che qui ha aperto un nuovo   punto vendita nel rinnovato Caffé Borsa. Per un aperitivo d&#039;autore,   indugiate al Caffè Venezia di piazza Marconi, mentre al caffè troverete   una dolce specialità: i risolini.</p>]]></name> <description><![CDATA[c.so libertà 6]]></description> <styleUrl>#pointStyle</styleUrl> <Point> <coordinates>10.790605,45.156765</coordinates> </Point> </Placemark> <Placemark id="placemark1315"> <name><![CDATA[<p>La storia di questa cittadina si lega strettamente  all&#039;abbazia del   Polirone, uno dei siti cluniacensi più importanti d&#039;Europa, amatissima   da Matilde da Canossa. Nel &lsquo;500, conobbe il suo massimo splendore   artistico, di cui sono testimonianza gli affreschi del refettorio, del   Correggio, e gli ampliamenti e le decorazioni di Giulio Romano. Nel   tempo, l&rsquo;Abbazia ospitò personaggi illustri, da Martin Lutero al Tasso,   dal Vasari al Palladio. Unici per bellezza e stato di conservazione i   chiostri di San Simeone, dei Secolari e di San Benedetto. San Benedetto è   anche una tappa obbligata per chi vuole conoscere la vera cucina   mantovana, come quella proposta dall&#039;osteria la Martinella  di strada   Zottole dove non mancheranno gli agnolini in brodo, i tortelli di zucca e   il bollito misto. Un buon indirizzo per alloggiare, ma soprtattutto   respirare l&#039;aria della campagna mantovana è quello del Bed &   Breakfast Corte Bertoia, che tratteggia l&#039;argine del Secchia ed è una   meta ghiotta per i pescatori.</p>]]></name> <description><![CDATA[strada Bertoia, 4]]></description> <styleUrl>#pointStyle</styleUrl> <Point> <coordinates>10.989325,45.040386</coordinates> </Point> </Placemark> <Placemark id="placemark1316"> <name><![CDATA[<p>Bagnolo San Vito è un classico paesino del mantovano dove si può   passeggiare per le graziose strade del centro, con le sue vestigia   medievali. Ma soprattutto qui si viene per fare un&#039;immersione nella   cucina mantovana a cominciare dalla pasticceria del già citato   Antoniazzi (che qui ha due punti vendita) e dalla mostarda, vera gloria   della cucina mantovana dei Gonzaga, preparata in maniera egregia da   Paola e Alessandra Calciolari de Le Tamerici che seguono ancora antiche   ricette. Su tutte chiedete quella alle mele campanine. La cascina delle   sorelle Calciori, oltre al laboratorio e allo spaccio dei loro  prodotti è  anche un bad&breakfast raccomandatissimo.</p>]]></name> <description><![CDATA[via Romana Zuccona, 8]]></description> <styleUrl>#pointStyle</styleUrl> <Point> <coordinates>10.852047,45.095268</coordinates> </Point> </Placemark> <Placemark id="placemark1317"> <name><![CDATA[<p>Il borgo di Quistello si sviluppò intorno a un antico maniero, per  poi  essere dotato dai Gonzaga di un&#039;imponente cinta muraria di cui  ancora  conserva ampie tracce. Oggi ha arricchito il suo patrimonio  artistico  con il Museo diffuso dedicato a Giuseppe Gorni e la  Pinacoteca Comunale  che raccoglie oltre 500 opere tra dipinti, disegni,  sculture e grafica  di artisti di area locale. Quistello però è anche e  soprattutto  Lambrusco che nel mantovano assume una connotazione  particolare: quello  prodotto dalla Cantina di Quistello, il gran Rosso  del Vicariato,  a  base di uve labrusco ruberti e ancellotta, è  sicuramente uno dei  migliori d&#039;Italia. Un vino che si sposa  egregiamente con i piatti di  questa terra, magnificati dalla cucina dei  fratelli Tamani  dell&#039;Ambasciata, uno dei più famosi ristoranti  d&#039;Italia, che permette  una vera immersione nei piatti storici della  cucina di queste terre.  Sarà un&#039;esperienza.</p>]]></name> <description><![CDATA[via Martiri di Belfiore, 33 ]]></description> <styleUrl>#pointStyle</styleUrl> <Point> <coordinates>10.978131,45.008358</coordinates> </Point> </Placemark> <Placemark id="placemark1318"> <name><![CDATA[<p>Quando si pensa al paese delle fiabe, con il ponte e le torri, non si   immagina che esista. E invece c&#039;è, ed è questo splendido borgo   medievale, che si staglia sulla collina con le sue merlature intatte.   Proclamato giustamente Borgo più bello d&#039;Italia, ospita al suo interno   edifici medievali perfettamente conservati dove hanno trovato dimora   artisti e gioiellieri (su tutti Emilio Cressoni di Atelier Noir), mentre   per completare il quadro dai suoi punti panoramici potrete osservare  il  lago di origine morenica a forma di cuore. Per soggiornare e godere   della magia di questo paese la sosta consigliata è alla Corte   dell&#039;Uccellanda di proprietà della famiglia che gestisce anche il buon   ristorante La Pesa, dove non bisogna perdere i capunsei, gnocchi di pane   conditi in vari modi.</p>]]></name> <description><![CDATA[via Castello, 1 ]]></description> <styleUrl>#pointStyle</styleUrl> <Point> <coordinates>10.635709,45.373543</coordinates> </Point> </Placemark> <Placemark id="placemark1319"> <name><![CDATA[<p>Il suo nome evoca fin da subito la Prima Guerra di Indipendenza  perché  proprio qui un piccolo nucleo italiano si scontrò contro le  imponenti  divisioni austriache comandate da Radetzky. Oggi è meta di  pellegrinaggi  il Santuario delle Grazie con la sua clamorosa impalcata  lignea di 53  statue policrome, ex voto alla Madonna, il cui culto si  lega al grande  raduno di "madonnari" che si riuniscono qui il 15  agosto. Una  particolarità è poi il coccodrillo appeso al soffitto e di  cui la storia  indica la cattura dopo un lungo periodo di infestazione e  distruzione  nelle acque del fiume. A Curtatone poi si assaggia una  eccellente teoria  di aceti, prodotti dall&#039;Acetificio Mengazzoli che  lavora sulla lenta  fermentazione naturale in tini di legno. Ottima è   la cucina della  Locanda delle Grazie dove va in scena un menù mantovano  &ldquo;ortodosso&rdquo; con  il luccio in salsa con polenta abbrustolita, il  risotto alla pilota, i  tortelli di zucca e l&#039;insalata di cappone alla  Stefani.</p>]]></name> <description><![CDATA[via Pio X, 2]]></description> <styleUrl>#pointStyle</styleUrl> <Point> <coordinates>10.770474,45.123833</coordinates> </Point> </Placemark> <Placemark id="placemark1320"> <name><![CDATA[<p>Chi arriva in questo angolo della provincia mantovana deve  assolutamente  dedicare una visita a quel vero e proprio gioiello che è  Sabbioneta.  Fatta costruire da Vespasiano Gonzaga (1531 &ndash; 1591) come  &ldquo;città ideale&rdquo; è  dal 2008 patrimonio dell&rsquo;Umanità Unesco per i suoi  edifici e per  l&#039;intero disegno urbanistico conservato intatto. Da  visitare il Teatro  all&#039;Antica costruito tra il 1588 e il 1590. Da qui  ci si sposta  a  Viadana, terra di salumi, dove sarà un piacere provare  il salame crudo   ma anche il cotechino e lo Strolghino, come quelli  firmati dal  Salumificio Pezzi. Appena fuori dall&#039;abitato, in direzione  Suzzara,  merita sostare a Dosolo, nello storico ristorante Nizzoli,  gestito dal  1963 dall&#039;omonima famiglia che vi preparerà specialità come  la zucca  fritta, i tortelli di zucca e la torta di tagliatelle.</p>]]></name> <description><![CDATA[via Garibaldi, 6]]></description> <styleUrl>#pointStyle</styleUrl> <Point> <coordinates>10.643435,44.976753</coordinates> </Point> </Placemark> <Placemark id="placemark1321"> <name><![CDATA[<p>La dominazione dei Gonzaga ha lasciato qui una delle sue  testimonianze  migliori: lo splendido Palazzo, oggi sede del Comune,  edificato a metà  del &lsquo;400 da Ludovico Gonzaga e Barbara di Brandeburgo.  Qui si possono  ancora ammirare affreschi medievali e rinascimentali e  sale con  affreschi e decori settecenteschi oppure passeggiare nei  particolari  giardini all&#039;italiana affacciati sulle colline. Volta  Mantovana però è  anche legata a un piatto che rappresenta l&#039;essenza del  mantovano: i  capunsei, piccoli gnocchi dalla forma allungata e  affusolata, fatti di  pane raffermo grattugiato, formaggio di grana,  noce moscata grattugiata e  uovo, da cuocere in brodo e servire  semplicemente con un po&#039; di burro.  Li preparano benissimo da Antichi  Sapori insieme a tortellini,  tortelloni e ravioli. I capunsei si  possono anche assaggiare in  quell&#039;agriturismo autentico che è Cascina  Boschi dove si mangiano anche  bigoli con guanciale, stracotto e salame  al cioccolato.</p>]]></name> <description><![CDATA[via dei Boschi, 20]]></description> <styleUrl>#pointStyle</styleUrl> <Point> <coordinates>10.693054,45.327553</coordinates> </Point> </Placemark> </Document></kml>
