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Itinerari dello sfizio

GITA IN LUNIGIANA TERRA DI TRADIZIONI, CASTELLI E LEGGENDE.

Pronti, attenti e...via! Salite in macchina, pronti a macinare chilometri per strade di collina un pò tortuose..alla scoperta di gioielli che valgono bene un po' di curve!!

L'itinerario che propongo questo mese vi porterà alla scoperta dei principali borghi medievali che punteggiano le terre della Lunigiana, terre di confine fra Toscana (di cui fanno parte) e Liguria. Ovviamente è stato necessario fare delle scelte e sacrificare alcuni borghi davvero caratteristici: ho deciso di selezionare per voi quei borghi che sono caratterizzati da belle fortezze medievali e castelli, testimoni tangibili del passaggio delle varie dinastie come quella dei Malaspina e...infestati dai fantasmi!!

Cercherò di trasmettervi un po' della magia e della suggestione che aleggia fra le stradine a ciottoli che serpeggiano fra le case di pietra antica...con soste alla scoperta dei gusti tradizionali lunigianesi.

 

Regione: TOSCANA - (MS)
Mezzo: Auto

Totale voti:

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4 tappe

01 FOSDINOVO E LE SUE GUSTOSE TRADIZIONI



La prima tappa del nostro itinerario è il borgo di Fosdinovo, vera e propria perla della Lunigiana. Varcando la sua porta entrerete in un tipico borgo medioevale che di questa caratterizzazione ha fatto il suo punto di forza ed il suo orgoglio: nel piccolo, organizza annualmente una seguitissima e davvero curata rievocazione storica in maschera.

Passeggiando per le stradine con le case in pietra sembra proprio di respirare “aria di altri tempi”, e questa sensazione si intensifica man mano che ci si avvicina all'attrazione principale del paese, ovvero il Castello. Prima di entrare a piedi pari nelle leggende, vi consiglio una sosta per la prima colazione al bar “I Cherubini Sas di Coloretti & C” che si trova in Via Giuseppe Mazzini 2: sedetevi per sorbire un buon caffè o un cappuccino caldo mentre guardate la vita fuori che scorre lenta.

Risalendo Via Mazzini prima e Via Roma poi, si arriva con pochi passi al castello Malaspina, di proprietà della famiglia Malaspina del “ramo fiorito”. Vi consiglio di visitarlo: la guida vi accompagnerà in una breve viaggio nelle varie stanze, illustrandovi quella che era la quotidianeità dell'epoca (con i suoi intrighi) che spesso si intersecava strettamente con la storia di questo fazzoletto di terra.

Come ogni castello che si rispetti, anche questo ha il suo bel fantasma che lo abita, ovvero quello della marchesa Maria Bianca Malaspina che ebbe la sventura di innamorarsi dello stalliere, cosa inaudita per l'epoca.
Vista la sua cocciutaggine amorosa, il padre decide di imprigionarla in una stanza completamente buia e priva di finestre, con un cane (simbolo di fedeltà verso l'amante) e un cinghiale (rappresentazione del suo animo ribelle). Dopo anni di stenti la giovane muore, ma si racconta che ancora oggi nelle notti di luna piena lo spirito della donna vaghi per le stanze del castello vestita di bianco, e si possa intravvedere dalle finestre.

Quando con la guida arriverete in questa stanza di reclusione, vi sarà fatta notare una strana macchia bianca, formatasi vicino al simbolo di Malaspina: con un po' di fantasia (se vi sarete fatti anche un po' suggestionare dal racconto e vi sarete adeguatamente calati nella vita dell'epoca) potrete scorgervi una figura femminile, un cane ed un cinghiale.

Una volta usciti dal castello godetevi il panorama (nelle giornate terse riuscirete a scorgere le sagome delle isole di Capraia e Gorgona) e poi gironzolate ancora con calma per il paese e non perdete l'occasione per curiosare nelle piccole botteghe che vendono prodotti tipici della Lunigiana, terra non solo di leggende e storia, ma anche di sapori.

A tal proposito io non perderei l'occasione di acquistare come “souvenir” di questo tour della Lunigiana il tipico “Testarolo”, che altro non è che una specie di pane senza lievito, spesso qualche millimetro e solitamente di ampio diametro (anche se potete trovarlo già tagliato e sottovuoto, pronto per la cottura), che testimonia quella che era la cucina povera e assolutamente genuina di un tempo, ma che ancora non ha smesso di deliziare i palati di oggi.

I negozianti sapranno consigliarvi sul modo migliore per gustarli; a mio parere sono imbattibili se taglierete questo disco di pasta a rombi irregolari, li farete bollire nell'acqua salata e una volta colati, li servirete caldi conditi con olio e parmigiano (ma anche con il pesto). Ma a sentir parlare di queste cose, non vi è venuta un po' di fame? Tanto più che è quasi ora di pranzo...e io sto per portarvi in un posto...”speciale”!

Prodotto tipico

Sfizio a contorno

“I Cherubini Sas di Coloretti & C”

Info Aggiuntive

Ottimo bar dove poter gustare una buona prima colazione, a due passi dal centro di Fosdinovo e dal Castello Malaspina

Indirizzo

Via Mazzini, 2

Città

Fosdinovo MS

Telefono

0187 68241

Links

www.terredilunigiana.c om
www.castellodifosdinov o.it
http

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02 DA FOSDINOVO A MULAZZO: PASSANDO PER GIUCANO, ALLA SCOPERTA DEGLI “SGABEI”.


Lasciate Fosdinovo e proseguite sulla SS 446 in direzione di Aulla, fino ad arrivare a Giucano...vi aspetta un pranzetto all'insegna dell'esaltazione dei sapori della tradizione. Vi consiglio il ristorante “Emili”, in via della Fontana 7.

Cominciamo con il dire che avrete l'imbarazzo della scelta: tutti i piatti sono preparati con grande cura e la loro caratteristica principale è quella di valorizzare al massimo i gusti tradizionali della Lunigiana.
Per quel che mi riguarda, vi consiglio una bella scorpacciata di “sgabei”: si tratta essenzialmente di piccole strisce di pasta lievitata che viene fatta friggere nell'olio e poi servita calda: quando sono cotti bene (ed in questo ristorante non correte di certo il rischio che ciò possa non accadere, credetemi!) si gonfiano e si crea così al centro una specie di bolla d'aria che potrete farcire con salumi sempre freschi e formaggi saporiti.

Anche in questo caso è evidente l'origine “povera” di questo piatto, che poteva essere preparato a basso costo...ma il loro sapore rustico e genuino ancora conquista. Il tutto in un ambiente accogliente e familiare, dove vi sarà facile sentirvi a vostro agio, come se foste nel tinello di casa vostra.

Prendetevi un bel caffè e rimettetevi in viaggio: seguite sempre la SS 446, attraversate Ceserano e proseguite dritti fino ad arrivare ad Aulla. Prendete l'autostrada A15 e proseguite in direzione Parma, prendendo l'uscita di Pontremoli. Usciti dall'autostrada prendete la statale in direzione Mulazzo...il viaggio durerà circa 40 minuti, ma la meta non vi deluderà!

Anche Mulazzo è il tipico borgo di stampo medioevale, con le porte di accesso ed i vicoli stretti su cui si affacciano abitazioni in pietra.
E' incredibile constatare come in paesi come questo le “paure del mondo moderno” sembrano essere rimaste fuori dalle mura: vi capiterà di incontrare molte abitazioni con le porte di ingresso aperte, così che coglierete stralci di conversazioni familiari e magari profumi tipici del pranzo che verrà servito di lì a poco.

Anche qui l'impronta dei Malaspina (sebbene non siano quelli del “ramo fiorito” ma del “ramo secco”) è tangibile, e si estrinseca principalmente nel castello e nel palazzo Malaspina di Mulazzo, dove risiedeva questa nobile dinastia, nota soprattutto per le crudeltà e per il modo in cui punivano e torturavano chi la osteggiava.Questa proverbiale cattiveria ha ispirato probabilmente la leggenda del fantasma del castello: la credenza popolare infatti vuole che fra le stanze si aggiri inquieto lo spirito di una giovane, ripetutamente violata da Francesco Malaspina.

Il fantasma compie atti strani: dai gatti trovati chiusi negli armadi, ad oggetti spostati nottetempo, a luci che si accendono e si spengono di notte.Anche in questo caso, c'è qualcuno che dice di averne intravisto la sagoma aggirarsi inquieta dietro alle finestre.Fra queste calli ha poggiato i piedi anche il “sommo poeta” Dante Alighieri, che vi passa un lungo periodo durante la stesura della Divina Commedia: manifesterà la sua gratitudine per questa casata nell'VIII canto del purgatorio.

Anche Mulazzo dimostra la gratitudine a Dante Alighieri: passeggiando infatti incontrerete una targa commemorativa che ricorda l'impegno di Dante nel tentare di risolvere la disputa perenne fra i Vescovi di Luni ed i Malaspina, un busto in Piazza Dante, proprio di fronte alla chiesa ed una statua posta di fronte alla torre esagonale del Castello Malaspina (simbolo di Mulazzo) che guarda proprio in direzione della dimora signorile in cui fu ospite nel 1300. E' anche attivo un centro di studi danteschi. Tornate indietro verso il parcheggio, percorrendo a ritroso calli e scale, che è ora di partire in direzione Montereggio.

 

Prodotto tipico

Sfizio a contorno

Ristorante "Emili"

Info Aggiuntive

Ristorante dove potete gustare piatti genuini e molto curati tipici della tradizione culinaria della Lunigiana, come gli "sgabei". Il tutto in una cornice davvero unica. Atmosfera familiare e rustica.

Indirizzo

Via Fontana 7

Città

Giucano

Telefono

0187 68895; 0187 68835

Orari

Apertura nei giorni feriali: alla sera - Domenica e festivi: pranzo e cena
Chiusura: Mercoledì

Links

www.ristoranteemili.co m
www.comunemulazzo.ms.i t

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03 TERZA TAPPA: MONTEREGGIO, PAESE DI LIBRAI.


Del comune di Mulazzo fa parte la piccola frazione di Montereggio, dove arriverete in brevissimo tempo seguendo le indicazioni per “Montereggio, il paese dei librai”. Se vi capiterà di fare questo itinerario nel periodo autunnale, vi consiglio di percorrere questo tratto con i finestrini abbassati: è assolutamente distensivo annusare gli odori tipici del bosco che state attraversando con la vostra automobile.

I tipici profumi di muschio, di funghi e di sottobosco vanno a fondersi con quello della legna bruciata che si fa via via più intenso nelle vicinanze del borgo abitato. Montereggio è definito “paese di librai” perchè, a partire già dal cinquecento, gli uomini del paese riempivano le loro gerle di almanacchi, lunari e libri che andavano a vendere giù a valle, a Pontremoli e in territori via via più lontani facendo ritorno al paese solo alle porte dell'inverno con le gerle vuote.

Il capostipite di questa “dinastia di librai” fu Sebastiano da Pontremoli che apprese l'arte della stampa a Milano e poi la fece conoscere nel suo paese natale, dove via via altre famiglie si cimentarono in questa avventura, allargando notevolmente la cerchia dei mercanti di libri (molti dei quali erano analfabeti, ma ben capivano prezioso valore di quel che commerciavano).

Con il passare degli anni alcune famiglie cessarono l'attività di venditori ambulanti e comunicarono a creare le prime “bancarelle stanziali”, per poi aprire vere e proprie librerie (anche oltre confine) o diventare addirittura editori.Importante è stato il ruolo di queste dinastie nel diffondere gli scritti patriottici nel periodo della dominazione austriaca, così come viene ricordato in una targa affissa in memoria di questo importante impegno per la divulgazione della cultura italiana e del libero pensiero.

E' proprio a Montereggio che ebbe origine il prestigioso “Premio Bancarella”: i sei libri finalisti vengono ancora scelti nella ex chiesa di Sant'Apollinaire, al cui esterno è stato eretto il monumento del libraio. Altra piccola chicca da notare: le strade che portano a questo monumento, sono tutte dedicate ai più importanti editori italiani della contemporaneità, a dimostrare il fatto che in questo paese viene ancora tenuto vivo (e onorato ogni anno) il sacro fuoco della letteratura.

E' del tutto superfluo aggiungere che consiglio assolutamente questa visita a tutti i lettori accaniti...come me del resto, che non ho potuto resistere al fascino di questa storia paesana. Al premio bancarella è stato affiancato, sebbene con sorti alterne, la manifestazione “Bancarel'Vino” che prevedeva la selezione di 6 libri che avessero un tema vicino a quello del buon vino, a cui venivano abbinati appunto 6 diversi vini (la Lunigiana è infatti terra molto famosa anche per i suoi vitigni, non pregiatissimi ma che comunque danno soddisfazione ad ogni vendemmia: per coloro che fossero interessati, fra Mulazzo e Pontremoli c'è il “Museo della Vigna”, dove appunto potrete trovare coltivazioni di vitigni autoctoni).

Prima di scendere a valle per gustare la tradizionalissima cena che vi attende, vi consiglio di fare una sosta all'albergo-ristorante “La gerla d'oro”, che si trova proprio ai piedi del borgo: vini e sapori lunigianesi a volontà!

Prodotto tipico

Sfizio a contorno

Albergo ristorante "La gerla d'oro"

Info Aggiuntive

Ai piedi del centro caratteristico del borgo medioevale, un luogo dall'atmosfera familiare dove gustare un ottimo antipasto-aperitivo, bevendo tipico vino della lunigiana. Ottime le torte di verdure.

Indirizzo

Via Einaudi

Città

Montereggio

Telefono

0187/839316

Orari

Dal martedì alla domenica: a pranzo 12:00 - 15:00 ed a cena 19:30 - 23:00
Chiusura: Lunedì

Links

www.montereggio.it

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04 PODENZANA: LA PATRIA DEL PANIGACCIO.



Lasciandovi alle spalle Montereggio, dirigetevi di nuovo verso Mulazzo e poi verso l'autostrada che prenderete a Pontremoli. Prendete la direzione verso Genova e dopo pochi chilometri uscite al casello di Aulla.
Da lì seguite i cartelli che vi condurranno a Podenzana, territorio composto da molteplici piccoli centri abitati.

Degni di nota sono il Castello, anche se oggi è privato e quindi non visitabile ed il santuario della Madonna delle Neve da cui potete godere di una vista meravigliosa sulla valle del Magra.
Ma il motivo principale per cui vi ho fatto venire fin qui è prevalentemente di natura gastronomica, ovvero per farvi gustare gli ottimi panigacci “Da Gambin”, in località Barco.

Il ristorante “Da Gambin” fa parte dell' “associazione ristoratori panigaccio di podenzana”, che ha come scopo principale quello di diffondere ed offrire ai propri avventori il vero panigaccio di Podenzana, preparato con i giusti ingredienti e secondo il procedimento che ormai da più di cento anni viene tramandato di generazione in generazione.
Pur essendo un prodotto semplice, la genuinità delle materie prime ed i tempi e le modalità di preparazione sono fondamentali affinchè il prodotto finale sia proprio quello che vuole la tradizione.

Esiste una vera e propria “Carta di garanzia” con la quale si disciplina la preparazione del vero panigaccio di Podenzana, dagli ingredienti (acqua, farina e sale), agli strumenti (i tipici “testi” di terracotta prodotti nelle vicinanze secondo requisiti specifici, le pinze, il forno a legna...) fino alla preparazione: troverete tutte le informazioni del caso sul sito www.ilpanigaccio.com, altro strumento importante per divulgare correttamente la cultura di questo cibo tradizionale.

Ma ora lasciamo da parte la teoria e dedichiamoci alla pratica: fatevi portare i panigacci sia conditi (solitamente vi serviranno un tris condito con olio e formaggio, pesto ligure e sugo con i funghi) che accompagnati con tagliere di salumi e formaggi...per finire con il golosissimo panigaccio spalmato con crema di nocciole. Il tutto annaffiato da un buon vino della casa.

L'ambiente è il giusto contorno al cibo: si tratta di un bel salone rustico, accogliente, con grandi vetrate che danno sulla vallata, e l'ospitalità è davvero ottima!E su queste note gustose e golose e con un caloroso brindisi alla vostra salute...si conclude il mio itinerario per le terre di Lunigiana...sperando che sia stato di vostro gradimento!

Prodotto tipico

Sfizio a contorno

Ristorante "Da Gambin"

Info Aggiuntive

Uno dei migliori ristroranti dove poter gustare il tipico "Panigaccio", condito con pesto, olio e formaggio e sugo di funghi, o semplicemente accompagnati da taglieri di salumi e formaggi...per terminare con il dolce panigaccio alla nutella.

E' uno dei ristoranti dove i panigacci vengono ancora prodotti secondo tradizione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Indirizzo

Loc. Barco, 3

Città

Podenzana

Telefono

0187/410106

Links

www.ilpanigaccio.com
www.arpp.it

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Totale voti:

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4 tappe

L'autore

MARMO&ARDESIA

06/10/2010

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