

Tra storia e prodotti tipici, una visita guidata nel Montefeltro marchigiano, a confine tra Toscana ed Emilia Romagna.
Urbino e il Montefeltro. Quante volte abbiamo sentito queste due parole in bocca a turisti stranieri, estasiati dalla quantità di paesini ricchi di luoghi d'arte e di cultura raccolti in così pochi chilometri quadrati?
Probabilmente tante, ed ogni volta c'è sorto il dubbio: ma noi italiani quanto conosciamo questo territorio? O forse ci basta Urbino, città universitaria e patrimonio mondiale dell'Unesco, con la sua importantissima storia ricca di personaggi illustri?
Il Montefeltro non è “solo” la città dei Torricini: è un territorio esteso e prospero a cavallo tra Marche, Toscana, Emilia Romagna e San Marino, regioni le cui storie, in questa precisa area, si è sovrapposta più e più volte.
Un enorme via vai di uomini e pensieri che nel corso di secoli si sono miscelati tra loro, facendo diventare il Montefeltro una zona unica al mondo, ricca di castelli, rocche, chiese, torri, ma anche pittori, duchi, signori. E, naturalmente, di tradizioni culinarie.
Iniziamo allora proprio da Urbino e dal maestoso Palazzo Ducale: lì ci attendono trepidanti Federico da Montefeltro, Piero della Francesca e Raffaello Sanzio!
Uscendo da Urbino, dirigiamoci verso nord, in direzione Romagna, per raggiungere la cittadina di Sassocorvaro.
Anche qui, come in molti altri piccoli borghi del Montefeltro, troviamo un castello: si tratta della rocca Ubaldinesca, prima struttura militare realizzata nelle Marche da Francesco di Giorgio Martini.
La Rocca è stata al centro di un lunghissimo periodo di scontri (fisici e politici) dapprima tra guelfi e ghibellini, e più tardi tra gli urbinati Montefeltro e i riminesi Malatesta.
Durante la seconda guerra mondiale, tra il 1943 e il 1944, per evitare razzie naziste, la Rocca è stata “cassaforte” di oltre diecimila opere d'arte di fama mondiale (tra cui dipinti di Raffaello e di Piero della Francesca). Proprio grazie a questo avvenimento, la Rocca ospita da diverso tempo una pinacoteca chiamata “L'arca dell'arte”, inaugurata per ricordare l'importanza della salvaguardia del patrimonio artistico mondiale.
Immaginiamoci per un momento di essere all'interno della Rocca, magari alla fine di uno spietato e sfiancante combattimento, stremati dallo sforzo e dall'impeto della lotta: per recuperar vigore, energia e forza, oltre ad un lauto pasto, ci vorrebbe qualcosa di rinfrescante, no? Che ne dite di una bella birra?
Agriturismo "La Cotta"
Scendendo verso il lago artificiale del fiume Foglia arriviamo fino a Mercatale, una delle sette frazioni di Sassocorvaro. Proprio in questa zona, affacciato sulla diga del lago, troviamo un particolare agriturismo famoso per il suo prodotto unico nella provincia: la birra artigianale "La Cotta".
Ci troviamo nell'agriturismo La Cotta, all'interno dell'azienda agricola Colleverde.
I proprietari/birrai Gigi e Francesco nel 2006 hanno deciso di ristrutturare un antico casolare e trasformarlo in un agriturismo particolare, pub e ristorante, rustico ma innovativo allo stesso tempo.
Il processo di creazione della birra è davvero particolare e, dopo tutta la lunga fase di lavorazione dei malti prodotti nell'azienda agricola e dei luppoli importati dal nord Europa, i mastri birrai spillano alla clientela tre tipi di birra: una bionda a bassa gradazione alcoolica, di stile pils, una rossa con luppoli inglesi e un'ambrata doppio malto di tradizione belga.
Per completare la sosta e favorire la mescita, non mancano degli ottimi piatti. A cominciare dalla pizza “al metro”, cotta al forno a legna e servita su taglieri “tartaruga” che ricordano la pianta della rocca di Sassocorvaro. Ma oltre alla pizza troviamo crostineria varia (sempre “al metro”) e taglieri con affettati locali, tra cui l'immancabile Caciotta d'Urbino.
Insomma, una cucina semplice e fortemente legata ai buoni prodotti del territorio!
via Vecellio
Mercatale di Sassocorvaro
334 2520471 - 333 486942
Una volta abbandonato Mercatale, riscendiamo verso Caprazzino ed arriviamo a Lunano, dove ci attende un altro tipo di bevanda, leggermente più alcoolica e davvero sfiziosa.
Prima però fermiamoci nel piccolo paese che ospita da più di trent'anni la famosissima Festa della Castagna, che si svolge intorno alla metà di ottobre.
Le castagne provengono da produttori locali in particolare della zona del Monte della Croce e sono ottime per la preparazione di marmellate, sostanziosi dolci autunnali o per le più classiche caldarroste.
Nel fine settimana della festa vengono allestiti nel centro storico degli stand gastronomici in cui poter assaporare dei piatti tradizionali come la polenta con i funghi e le tagliatelle al cinghiale, il tutto annaffiato da un buon vino novello.
E alla fine del pasto, per accompagnare le caldarroste, quale migliore bevanda se non un buon vino di visciole?
Azienda Agricola Mauri Maurizio
La visciola, nota anche come amarena, è un frutto il cui arbusto veniva utilizzato nel tempo per dividere le proprietà terriere.
I contadini però ne ricavavano uno sciroppo calorico e zuccherino, utile per recuperare energie e forze: da qui al vino il passo è breve.
Il vino di visciole “Le Villacce” nasce da un'idea dal lunanese Maurizio Mauri, che nel 1995 ha provato a ridare vita ad una vecchia ricetta lasciata dai suoi nonni cinquanta anni prima.
Così, un po' per gioco, un po' per curiosità, è passato alla produzione vera e propria, ma in modestissime quantità, solo per amici e parenti.
Nel tempo Maurizio ha affinato le tecniche di lavorazione ed ora l'azienda agricola vende questo suo speciale nettare in tutta Italia.
Ma non c'è solo il vino: con le visciole l'azienda agricola realizza anche delle ottime confetture, la grappa “Spirito di Vino” e del gustosissimo cioccolato fondente!
Ce n'è per tutti i gusti e per ogni tipo di palato, da quello del bambino a quello del nonno!
via Camino 54
Lunano
0722 721907 - 338 3429495
www.maurimaurizio.it
www.comune.lunano.pu.i t
www.festadellacastagna lunano.com
Da Lunano passiamo al vicinissimo comune di Piandimeleto, piccolo abitato di circa 2000 abitanti. Anche qui, come in ogni angolo del Montefeltro la storia ci sorprende: nel centro del paese sorge il castello dei Conti Oliva, nobile famiglia che, nel corso dei secoli, è riuscita a stabilire rapporti duraturi con le più grandi famiglie nobili della zona, dai Malatesta, ai Montefeltro, fino ai Medici. Questi rapporti hanno permesso alla famiglia Oliva di espandersi con una certa autonomia, includendo nella Signoria diverse frazioni, borghi e piccoli forti limitrofi.
I tre piani del castello da diverso tempo ospitano tre musei i cui tratti dipingono in maniera chiara e precisa il territorio che li ospita: parliamo del Museo del Lavoro Contadino, di quello delle Scienze della terra e l'Erbario delle Marche.
Ma a San Sisto, frazione a pochi chilometri da Piandimeleto, ci attende il Museo del Fungo, a cui è legata un'importantissima manifestazione che attrae tantissimi appassionati da ogni parte della regione.
Festa del Fungo - Museo del Fungo
Tra settembre e ottobre San Sisto si popola di ricercatori e appassionati di funghi, insieme a studiosi e semplici curiosi.
Il fulcro della Festa del Fungo è, oltre al Museo (che raccoglie oltre 200 gessi di funghi tipici della zona), soprattutto il Mercato del Fungo Fresco, in cui vengono venduti i funghi appena raccolti dai “cacciatori” della provincia.
Oltre a questo, naturalmente, nelle due settimane di festeggiamenti, vengono organizzate anche “Le cene del bosco” presso i “Ristoranti del fungo”, con piatti esclusivamente dedicati al protagonista dei festeggiamenti.
Ma non c'è solo questo: durante la festa non mancano conferenze, escursioni guidate a cavallo, mostre, giochi, degustazioni, stand gastronomici (funghi e tartufi non devono mancare!) e perfino concorsi! Tra i più caratteristici e sentiti il concorso “Funghi e Vino”, in cui le aziende vinicole marchigiane devono abbinare un loro vino ad un piatto a base di funghi; o l'elezione del miglior “Piatto di funghi casalingo”, insieme a quello per “Raccoglitori di funghi”, con premi, regolamenti e concorrenti agguerriti.
Una vera festa, istruttiva e genuina, a cui gli appassionati del gusto vero e tradizionale non possono mancare!
via Conti Oliva
San Sisto
tel. 0722 721460 - 0722 740124 - 0722 75350
Spostiamoci dalla vallata del fiume Foglia per concludere il nostro viaggio ad Urbania, città dal doppio nome: conosciuta come Casteldurante cambiò nome nel 1636 in onore di papa Urbano VIII che l'aveva nominata “città”
Urbania è anche conosciuta come “la Città della Befana”, visto che ospita ogni anno la Festa Nazionale della Befana, evento che porta più di 40 mila persone da ogni parte d'Italia.
Per quanto riguarda la gastronomia durantina, qui il tartufo regna sovrano: festeggiato anche a Sant'Angelo in Vado e ad Acqualagna con fiere e manifestazioni, è presente in queste zone sia nella tipologia bianca, più rara e pregiata, che in quella nera, detta "scorzone". In genere viene grattugiato a crudo soprattutto su crostini e tagliatelle fatte a mano.
Altri piatti tipici sono la coradella d'agnello, i passatelli, le lumache, il piccione arrosto, e, tra i dolci, il tradizionale bostrengo natalizio fatto con riso e noci, tipico del periodo invernale.
Ma nel centro di Urbania esiste un locale in cui poter assaggiare questi e anche altri piatti tipici? Io direi proprio di sì...
Osteria del Cucco
Proprio nel centro storico di Urbania si trova da decenni un'antica osteria il cui curioso nome è segno di riconoscimento di una famiglia: Cucco (da cuculo) era il soprannome di uno dei componenti della famiglia Bendelli, conosciuto in tutto il paese come rinomato conosciuto di osterie.
L'Osteria negli anni '70 era famosa per le sue colazioni a base di frittate di asparagi ed erbe aromatiche e per sostanziosi e calorici piatti (come la trippa, le lumache e l'agnello) che davano il buongiorno a chi doveva intraprendere una faticosissima giornata nei campi.
Da trent'anni a questa parte la famiglia Bendelli cerca di gestire il locale nella maniera più informale e casalinga possibile: l'osteria può ospitare non più di venti coperti e l'atmosfera è sempre calda e colloquiale... un piccolo angolo di intimità circondati dalla gastronomia urbaniese: i piatti sono quasi tutti a base di erbe aromatiche, verdure del luogo e prodotti biologi, con i sempre presenti formaggi di fossa, tartufi e funghi di ogni qualità secondo la stagione.
via Betto dei Medici 9
Urbania
0722 317412
www.comune.urbania.ps. it
www.urbania-casteldura nte.it
www.ilmangione.it